Degustazione – Esame Visivo

L’esame visivo, è il primo approccio all’analisi di un vino.

Esso si di vide in:
– Limpidezza
– Colore
– Consistenza
– Effervescenza

Limpidezza

La valutazione della limpidezza consiste nella valutazione della presenza di particelle in sospensione nel vino. Ad oggi questa situazione si potrebbe verificare
nei vini invecchiati o nei vini non filtrati ma non vanno valutati negativamente specialmente se si conosce l’origine della presenza di particelle.
In caso contrario potrebbero essere presenti malattie o alterazioni come : ecc…..

VELATO: notevole presenza di particelle in sospensione dovute probabilmente ad alterazioni (casses) o malattie;
ABBASTANZA LIMPIDO: leggerissima velatura dovuta a rifermentazione o lunghi invecchiamenti; fare attenzione a non mescolare troppo prima della mescita;
LIMPIDO: Privo di qualsiasi particella; esaminando il vino sopra un testo scritto i contorni delle lettere risultano nitidi;
CRISTALLINO: totalmente privo di particelle in sospensione ma con notevole luminosità. Tipico dei bianchi che vivono di propria luce naturale;
BRILLANTE: cristallino che riflette con vivacità i raggi luminosi.
Tipico dei vini frizzanti o spumanti le cui bollicine di CO2 rifrangono e accrescono la luce naturale.

Colore

L’esame del colore di un vino serve per verificare la mancanza di alterazioni e farsi un’idea del vino che si andrà a degustare.

Essa avviene versando una quantità di vino non eccessiva nel calice e inclinando il bicchiere di circa 30° sopra una superficie a contrasto bianca.
Possibilmente la luce deve essere bianca per avere condizioni esterne neutre. Una luce calda gialla potrebbe interferire con delle colorazioni più leggere specialmente per i vini bianchi.
Per i neofiti, consiglio di attenersi il più possibile a queste regole per evitare dubbi legati a fattori esterni come una superficie colorata o luce non neutra.
Il colore del vino si determina guardando la pancia del calice inclinato, mentre il riflesso serve a determinare lo stato evolutivo del vino.
Un rosso rubino con riflessi granati, indica un principio di evoluzione del vino che con il tempo potrebbe virare verso il granato in pancia.
Se questo vino a 1 anno di vita, si potrebbe pensare ad una cattiva conservazione o a processi di ossidazione dovuti alla chiusura non ottimale.
Se si parla di un vino di 5 anni si può affermare che il suddetto vino e coerente con la sua evoluzione nel tempo e ci predispone a cosa andremo a trovare durante l’esame gusto-olfattivo.

Per i vini bianchi i colori sono:
Giallo Verdolino:Indica vini giovani probabilmente ottenuti da vendemmie anticipate o non a perfette maturazione in cui il rapporto tra acidità e morbidezza
è a favore della prima
Giallo Paglierino: E’ il colore di un vino “bianco” le cui uve sono state raccolte a piena maturazione
Giallo Dorato:Colore che ricorda il metallo nobile da cui ne deriva il nome. Il vino vira su questa tonalità se c’è stato un passaggio in botte o le uve sono state raccolte oltre la maturità fenolica. Nel caso di poca vivacità è possibile pensare ad una ossidazione
Giallo Ambrato: Colore che ricorda l’ambra. Questo caratteristico colore è dovuto alle uve raccolte da una vendemmia tardiva e tipicamente prerogativa di vini passiti o liquorosi

Vini Rosati:
Rosa Tenue: colore rosa molto delicato, quasi riconducibile ad una buccia di cipolla. Prerogativa di alcuni pinot grigio lavorati in bianco
Rosa Cerasuolo:colore simile a quello della ciliegia nelle sue varietà cromatiche della maturazione. Virano verso l’aranciato con macerazioni lunghe o
conservazioni di qualche anno
Rosa Chiaretto: Rosso rubino scarico, tipico dei rosati prodotti sul Lago di Garda (bardolino Chiaretto). Vira verso l’aranciato dopo qualche anno.

Vini Rossi:
Rosso Porpora: Vino rosso vivace, che ricorda la porpora. Tipico colore dei vini rossi giovani, es. novello, da cui ci si aspetta una forte tannicità e acidità
Rosso Rubino: Colore che ricorda la pietra preziosa, è tipico dei vini rossi che si trovano in uno stato evolutivo di discreto equilibrio, anche se tendenzialmente ci si aspetta ancora qualche asperità dal tannino durante la beva.
Rosso Granato: Colore di una tonalità di rosso più scuro del rubino, tipo sangue.Il vino con questo colore ha subito l’azione del tempo e/o affinamento in botte. Il sorso è tendenzialmente a favore
di morbidezze e rotondità in bocca
Rosso Aranciato: Ricordano il colore del mattone ed è il colore dei grandi vini. Le morbidezze la fanno da padrone non disdegnando ancora una leggera trama tannica.
Difetto se presente in vini giovani

Consistenza

L’analisi della consistenza del vino serve principalmente alla verifica di esistenza di malattie, situazione che ormai nel mondo commerciale non esiste più.
Questa analisi si basa sul rapporto delle componenti del vino (acqua, alcool e altre materie)
L’esame si esegue roteando una piccola quantità di vino nel bicchiere e osservando la creazione degli archetti e delle lacrime. L’alcool essendo più volatile, durante la rotazione del vino, evapora e in base al rapporto etanolo/glicerolo si svilupperanno archetti più o meno fitti. Nel caso di vini alcoolici, dovremmo trovare archetti molto fitti, mentre troveremo archetti più ampi in caso di un rapporto alcool/glicerolo a favore del secondo.
I termini utilizzati sono:
Fluido: se il liquido si presenta troppo scorrevole come se scorresse senza ostacoli
Poco Consistente: scorre leggero nel bicchiere
Abbastanza Consistente: le lacrime scendono con moderata velocità e gli archetti sono abbastanza distanti
Consistente: le lacrime scendono lentamente e si creano molti archetti
Viscoso: liquido piuttosto pieno, le lacrime scendono con difficoltà e il liquido può essere paragonato alla consistenza di uno sciroppo

In genere i vini in commercio si muovono tra l’ABBASTANZA CONSISTENTE e CONSISTENTE. E’ possibile utilizzare il termine VISCOSO per passiti di grande struttura come i sauternes, passito di Pantelleria.

L’effervescenza

L’effervescenza di vino si valuta solo in presenza di essa. Si vanno a fissare gli elementi che contraddistinguono un vino con presenza di CO2.
La CO2 presente nel bicchiere, si libera in forma di bollicina creando “catenelle”, o non creandole, che vengono valutate in termini di GRANA, NUMERO e PERSISTENZA.

Grana:
-grossolana: bolle simili all’acqua gassata
-abbastanza fine: bolle di medio piccola grandezza
-fine: bolle molto piccole
Numero:
-scarse: bolle rade nel calice
-abbastanza numerose: se appaiono in modo casuale e senza una sequenza
-numerose: se appaiono numerose nel bicchiere e creano le famose catenelle
Persistenza:
-evanescenti: scompaiono subito
-abbastanza persistenti: bollicine di durata bassa, qualche minuto
-persistenti: dopo un lungo periodo è possibile notare nel bicchiere la formazione di bolle