Guida al vino per principianti e come degustarlo

Avvinati Copertina

Chi beve, prima o poi sente la necessità, e la voglia, di comprendere il vero valore di quello che si stà bevendo.
Si passa dalle serate squattrinate a bere il vino più economico che si trova, per passare al vino in box, che è meglio del vino da squattrinati ma non si è ancora pronti per la bottiglia.

Poi arrivano le donne e le uscite con gli amici, che impongono lo status sociale e quindi la bottiglia sul tavolo, a questo punto inizia il viaggio senza ritorno.
Una volta che si realizza di riuscire a comprendere un vino schifoso da uno meno schifoso, la sete di conoscenza si fà largo e si sperimentano i vari vini ma sempre in modo disinteressato perchè in fin dei conti bere del buon vino mette allegria, convivialità, rilassa la mente e lo spirito e a volte alleggerisce anche il portafogli. Ed ecco che si arriva al primo grande scoglio, quanto spendere per una bottiglia di vino?

Si perchè il vino, in fondo, è una questione di budget. Fin tanto che si bevono vini da 4€ a bottiglia, che nel locale diventano 10€, non si avrà mai la possibilità di sperimentare qualcosa di diverso, specialmente se le persone si legano alle uve della propria terra auto-limitandosi nell’esperienza di bevuta. Non credo che esiste al modo qualcuno che abbia detto “Il Sassicaia è un vino schifoso” invece personalmente ho sentito dire che “Non vale la pena spendere tutti quei soldi per il Sassicaia, si beve bene anche nella contrada di fronte”.
Personalmente il vino ha un valore intrinseco dovuto a quanto se ne produce, dove si produce, da chi lo produce. Perchè allevare una vigna di 2 ettari a 800m s.l.m non è avere 10ettari di terra in una collina qualunque, per non parlare dei territori vocati e/o dei metodi di allevamento della vite e sua vinificazione.
Questo però è un capitolo a parte, che necessita di futuri approfondimenti.

Se sei arrivato qui, significa che ti trovi già alla fase successiva, trovare informazioni utili a sfamare la tua mente e capire se al supermercato il vino da 6€ è meglio di quello da 8€.

Il vino non è una questione di prezzo, il prezzo dipende da diversi fattori. Ad esempio, l’invecchiamento, se un vino rimane in cantina per 10 anni dalla vendemmia, significa che il produttore ha deciso di congelare una parte dei suoi guadagni per offrirti un’esperienza di bevuta diversa e possibilmente migliore e nelle migliori condizioni, perchè il produttore di vino ha interesse a vendere, non a fregarti. Per cui una bottiglia ferma in botte, o serbatoi di cemento o altri materiali, occupa spazio, risorse, tempo che deve essere riversato sul costo della bottiglia.

Vini che provengono da una vigna che produce pochi grappoli, in terreni accidentati che obbligano a caricarsi a mano le cassette su dirupi anche pericolosi, non possono avere lo stesso costo di un vino prodotto con uve raccolte da macchine automatiche.

Raccolta uve a Macchina
Viticoltura Eroica

Questi sono alcuni dei motivi che alzano il prezzo e, teoricamente, dovrebbe alzare anche la qualità.
Per la mia esperienza in genere è così. Non ho mai rimpianto il prezzo di una bottiglia pagata, sicuramente con il tempo ho imparato a decifrare quale vino comprare in base al budget disponibile. Se seguirai le piccole indicazioni che ti andrò ad elencare, anche tu con il tempo e l’esperienza imparerai a decrifare non il giusto prezzo del vino, ma in base ai tuoi gusti quale vino comprare.

Tornando al tema, il primo consiglio è sradicare i preconcetti. “Io bevo solo Montepulciano d’Abruzzo”, non ti aiuterà.
Inizia a degustare altri vitigni, della propria regione e di altre regioni. Non disdegnare bianchi e soprattutto le bollicine.
Ricorda, non c’è solo il vino da bere mentre si mangia, ci sono anche vini che vengono bevuti mentre si chiacchiera, con un snack veloce o al bar.

Io personalmente quando compro una bottiglia la bevo con una pietanza principale, anche perchè spesso compro alla cieca, cioè compro un vino che mi interessa, es.Trebbiano Spoletino, lo apro e poi mi documento su cantina e vino.
Questo metodo, personale, lo uso per evitare di essere condizionato da eventuali informazioni commerciali che siti in cui compro, o produttori stessi, inseriscono tra le note di degustazione.

L’analisi del vino passa attraverso tre fasi.
La prima è l’analisi visiva, il cui scopo è quello di fornire elementi al degustatore sullo stato di salute del vino (eventuali difetti o malattie presenti) e lo stato di evoluzione di un vino .
Per te che stai imparando, tralascerei questa fase tecnica, concentrandomi unicamente alla verifica di eventuali anomalie nel vino osservandolo.

Esame olfattivo, l’esame più difficile per un naso poco allenato e motivo di tante gag.
L’esame olfattivo consegna al degustatore le chiavi per comprendere la complessità olfattiva del vino. Note di vaniglia, cacao, smalto, ti permetteranno di capire che il vino ha fatto passaggio in legno. Riconoscere note di ciliegia o fragola in un rosato è un fatto che non determina la qualità del vino, ma solo la tua percezione dei profumi. Non è importante inventare fiori, frutti o boschi fatati nel vino, l’importante è allenare il naso sia nel vino che nel cibo e assimilarli ai profumi percepiti nel vino.
Con il tempo riuscirai a riconoscere più note olfattive differenti e con intensità diverse, andando a completare il quadro qualitativo del vino insieme alla fase più importante, la prossima.

Esame gusto-olfattivo, finalmente il vino si beve. La cosa più importante è bere il vino lontano da profumi e lontano dal cibo, almeno i primi sorsi, perchè il cibo condiziona drasticamente la percezione del vino andando a nascondere qualità che per te che vuoi imparare, non deve essere d’intralcio.
Primi sorso, fare in modo che il vino riempia la bocca, e mandare giù. “Masticare” il vino concentrandosi sulle sensazioni.

Vino Rosso: Le sensazioni più importanti da fissare sono:

  • Sensazione calorica in gola
  • astringenza dovuta alla tannicità
  • salivazione

Vino bianco: Le sensazioni più importanti da fissare sono:

  • Sensazione pseudo-calorica
  • Salivazione
  • Sapidità

La sensazione calorica in gola non è sintomo di qualità, ma dà un’idea di cosa si stà bevendo riscontrandolo poi sulla retro etichetta della bottiglia. Un Vermentino di Gallura può tranquillamente arrivare a 14,5° / 15° di Alcool, per alcuni grandi vini, questa sensazione pseudocalorica in gola, nel tempo viene mitigata e quindi meno percettibile.

Per quanto riguarda i vini rossi, il tannino, identificabile con un senso astringenza sulla lingua e nel palato in generale, fornisce indicazioni sulla gioventù del vino e/o sulle caratteristiche del vitigno utilizzato.
Esempio. un montepulciano d’abruzzo d’annata, ha un tannino ruvido, ben presente sin dal primo sorso, al terzo bicchiere si è costretti a bere acqua altrimenti potremmo avere difficoltà a parlare per la troppa secchezza raggiunta. Questa situazione con un pinot nero è molto meno aggressiva. per cui, prova a bere un vino giovane e uno invecchiato della stessa cantina o quantomeno dello stesso vitigno, per allenare la bocca e la mente a comprendere come il tempo e l’affinamento incidono sulla sensazione in bocca.

Altra caratteristica molto importante è quella della “freschezza” non intesa come temperatura, discorso da affrontare con un post dedicato, ma come acidità contenuta nel vino, specialmente il tartarico, che provoca salivazione in bocca.

Prova bere un buon vino bianco, giovane, bevi un sorso di vino e subito dopo prova a scandire ad alta voce “supercalifragilistichespiralidoso” senza fermarti per deglutire. Ecco la sensazione di dover deglutire per parlare, è indice di una buona, o discreta, o bassa, o scarsa acidità del vino e contribuisce a definirne la qualità.

Questa piccola guida non ha la pretesa di farti diventare sommelier, ma di iniziare un percorso PERSONALE del gusto del vino, perchè solo bevendo con metodo riuscirai a capire se un vino è più di un “mi piace” o un “è buono”.
Con il tempo avrai modo di utilizzare termini e frasi differenti come “questo vino giovane si fà bere bene”, o “nonostante sono passati 10 anni, questo vino ha ancora un caratteristiche di un vino giovane” o cose di questo genere. Argomentazioni valide al di là del mero gusto personale.

In fin dei conti ognuno beve quel che vuole, al prezzo che vuole e quando vuole con l’abbinamento che gli pare. Quindi compra vini diversi e non ti spaventare del prezzo, al massimo non ricomprerai più quella bottiglia.

Buona bevuta!

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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato