Viva la Vite – Edizione 2020

Ho partecipato, di nuovo, ad una delle manifestazioni più interessanti in Abruzzo da qualche anno a questa parte.

Lo scopo della fiera è di raccogliere produttori di vino, e non solo, la cui filosofia passa attraverso il rispetto della vigna, non usano prodotti “chimici”, che allevano la vite, la vinificano e la imbottigliano.

La fiera è una vetrina interessante per ri-degustare vini che ormai sono capisaldi della qualità del nostro territorio e non, perchè la fiera ospita anche produttori di altre regioni e altre nazioni (Slovenia), ma anche per conoscere nuove realtà che si affacciano sul mercato con soluzioni interessanti e di qualità.

Vini Rabottini
Rabottini

Non si può non nominare Kurni della cantina Oasi deli Angeli, uno dei vini più importanti e discussi degli ultimi anni.
Montepulciano allevato ad alberello, con un bassa resa per ettaro e alta densità di impianto. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, danno vita ad un vino avvolgente, carico, con profumi tipici di amarena matura e spezie. Un vino da bere dopo qualche decennio per apprezzarne le note evolutive per cui è diventato così famoso.

Non è facile trovare in queste manifestazioni produttori che ti permettono di assaggiare i propri vini nel tempo, ieri ho avuto la fortuna di fare due verticali, cantina Rabottini e Tartaglia.

Partiamo da Tartaglia. La ampia produzione di Nic ha manifestato buone potenzialità di invecchiamento, specialmente il Montepulciano “Io – Selva delle mura”.
Montepulciano d’Abruzzo proveniente da un vigneto di 22 anni il cui affinamento passa attraverso barriques (15 mesi) e bottiglia (12 mesi). Il risultato è vino di corpo e si da subito apprezzabile nelle sue caratteristiche migliori, frutta matura e leggera speziatura sono ben percettibili al naso. In bocca è piacevolmente tannico.
Pongo l’attenzione sul Pecorino, uve sempre complicate da gestire ma ben domate nella versione di Tartaglia.

Vini Rabottini

Altra azienda che mi ha permesso di fare un verticale è Rabottini. A partire dal campione di botte del 2019, fino al 2015, il vino nelle varie annate si è arricchito di profumi e gusti che raramente è possibile apprezzare da questo vitigno. Il 2015 nello specifico ha note di albicocca e frutta candita, per non parlare di una sapidità e freschezza notevole.
Il Montepulciano presenta al naso note speziate e di liquirizia, nonostante la vinificazione in solo acciaio. Piccola produzione di eccellenza assoluta.
Veramente un gran bella esperienza.

Cingilia
Cingilia

Passando alle new entry, voglio porre l’attenzione sui vini di Cingilia e Bossanova.
Cingilia vini presenta una produzione a base di due spumanti metodo ancestrale di Cococciola e Montepulciano, oltre vini fermi a base di Pecorino, Cococciola e Montepulciano. Tutti i vini provengono da fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e presentano delle caratteristiche di veridicità del territorio.
Sono rimasto folgorato dal bollicina di Montepulciano, veramente gran bel prodotto.

Bossanova
Bossanova

Per Bossanova, abbiamo per il momento un piccola produzione a base di Trebbiano, Cerasuolo d’Abruzzo e Montepulciano. Tra i tre vini pongo l’attenzione sul Cerasuolo, fresco ne berrei una cassa intera considerando anche l’attenzione che viene posta in vigna e in cantina (fermentazione spontanea, lieviti indigeni, uso della solforosa ai minimi necessari)

Che dire, si potrebbe parlare del Trebbiano di Praesidium, della vinificazione coraggiosa di Tocco d’Italy, o dei vini Sloveni che ormai sono una certezza e non più una sorpresa, ma mi riservo di approfondire l’argomento e tornarci con la dovuta calma

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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato