Quale vino scegliere per un aperitivo?

La moderna moda del vino trova un abbinamento per ogni ora della giornata e l’aperitivo, appuntamento principe del moderno incontro, raccoglie i gusti di tutti i consumatori d’Italia.

Sorvoliamo sui moderni cocktails il cui obiettivo è quello di arrivare nel minor tempo possibile al livello di “brillantezza” che aiuta tutti a buttar dietro le spalle, la timidezza, una giornata di lavoro impegnativa, l’emozione o semplicemente la propria vita e torniamo al vino.

Tra le ore 18 e le 21 il vino si distingue in bianco per le donne, rosso per gli uomini, bollicine per i radical chic, rosato per i modaioli.
Tutte affermazioni che hanno un fondo di verità perchè i bianchi non hanno quel brutto tannino che secca la gola, fa le labbra viola e ubriacano prima, perchè il “prosecchino” riempie la bocca quando lo si ordina e il rosato va di moda e ti concede un minimo di importanza.

Facciamo mente locale sul tipico cibo da aperitivo.
Patatine, immancabili, olive, qualche rustico con wurstel, salsiccia, tonno,alici, tramezzini, forse qualche residuo di panino, forse qualche microporzione di pasta preparata il mese scorso, affettati vari, salumi, formaggio tendenzialmente poco stagionato.

Con questo genere di cibo non esiste un vino abbinabile. La fortuna del prosecco è stata proprio questa flessibilità, perchè l’effervescenza aiuta a pulire la bocca dalle grassezze di formaggio, salse varie contenute in tramezzini o rustici, e il residuo zuccherino lo rende dolciastro e quindi più affine agli alimenti elencati.
I puristi del vino sono già con i capelli drizzati al sentire prosecco.
“Nooo, meglio il metodo classico, un Franciacorta!”, qualitativamente è vero, ma spesso servire al calice un metodo classico comporta un costo più alto e l’italiano dell’aperitivo non vuole spendere di più per un prodotto che è “uguale al prosecco”. Questa è la verità dei locali, chiedetelo a baristi, enotecari e ristoratori.

Un vino che ritengo molto adatto è il rosato. Il leggero tannino dona corpo al vino che nasce per essere comunque leggero. Quindi non abbiamo un rosso di corpo che cancella ogni traccia di cibo, ma abbiano un vino che generalmente ha una discreta acidità e sapidità, per contrastare la grassezza di un formaggio o salame, mentre il leggero tannino e una bella gradazione alcolica vanno a contrastare la succulenza di un pezzo di Parmigiano Reggiano e l’untuosità dell’olio sul pane che in genera affianca i taglieri.

I rossi in genere sovrastano sempre quindi li lasciamo ai fedelissimi, mentre sui bianchi fare qualche deroga su alcuni vini di montagna, che hanno dimostrato di saper competere anche con un salume non troppo impegnativo.

Parlo di un Gewürztraminer, di un Pinot Grigio dell’Alto Adige o un Pinot Bianco del Collio Friulano, con buona acidità e una discreta morbidezza.
Nel caso dei rosati consiglierei un Cerasuolo d’Abruzzo se accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi, mentre un Bardolino Chiaretto o un rosato pugliese possono essere i migliori compagni di serata.

Quindi la leggerezza dell’aperitivo suggerisce di bere quello che piace, ma se proprio si vuole provare qualche sorta di piacevolezza di abbinamento, concentratevi sui tavoli vicini e fate la vostra scelta.


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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato