Quando il vino è una questione di famiglia – Visita a Cascina del Colle

Entrata Cascina del Colle

Siamo a cantine aperte 2014, un gruppo di giovani appassionati decidono di andare a conoscere le cantine di Villamagna, tra queste c’è Cascina del Colle.
C’è, musica, si mangia, ci sono due tre vini in degustazione, la situazione è molto bella, giovanile e in pieno stile di Cantine Aperte.
Tra un ballo, un arrosticino e qualche bicchiere di vino, finisce sul tavolo una magnum di Mammut. Fù amore a primo sorso, un Montepulciano pieno, austero, verace, persistente.
In questo modo voglio iniziare la visita a Cascina del Colle, una realtà a conduzione familiare che più rappresenta un territorio che dovrebbe avere una notorietà decisamente superiore.


Siamo nel comune Villamagna in provincia di Chieti, zona della neo costituita “Villamagna DOC”, che punta ad innalzare ulteriormente la qualità dei vitigni tipicamente Abruzzesi.
Mi accoglie Alessio, ma ben presto lascia la parola al fratello Gianluca, enologo e ultima generazione della famiglia D’Onofrio che vanta una storia ventennale.

L’azienda si compone di circa 20 ettari di terra quasi tutti bio dislocati nei comuni di Villamagna e dintorni. Le uve coltivate sono Montepulciano d’Abruzzo, Passerina, Trebbiano toscano, pecorino e falanghina per un totale di circa 240.000 bottiglie. Parte dei vigneti è in pergola e parte a cordone speronato, la raccolta delle uve avviene a mano e viene utilizzato il ghiaccio secco per creare una sorta di “barriera” da ossigeno, insetti ed altri agenti che potrebbero incidere sulla qualità delle uve. Le uve una volta deraspate vengono pigiate con una pressatrice soffice, in base al tipo di uva si interviene in modo più deciso sulla pigiatura, e il mosto viene raffreddato per preservarne tutte le caratteristiche.

L’etichettatura delle bottiglie avviene sempre in azienda e per il Negus, Mammut e Aimè, viene rilasciato un certificato di possesso con il numero della bottiglia e il numero di bottiglie prodotte nell’annata, e il numero di bottiglia viene scritto a mano sul fondo.

Nella bottaia riposa per 18/24 mesi il Negus, in barriques di rovere francese e americano di primo passaggio e tostatura media.
Le stesse barriques vengono utilizzate per “Invasione” Riserva e poi vengono permutate.

Parlando sempre della produzione dei vini numerati a mano, Mammut (Montepulciano d’Abruzzo) e Aimè (Pecorino) ricevono un affinamento in acciaio e riposo in bottiglia prima della commercializzazione.

Interessante i due vini prodotti “senza solfiti aggiunti”, Montepulciano e Trebbiano. Una sfida da parte dell’azienda che ritengo sia stata vinta, poichè sono riusciti a creare un vino paragonabili alle linee “tradizionali” mantenendo la solforosa sotto i 10 mg/l.
Ho avuto modo di bere una bottiglia di trebbiano “Bio zero” ed è molto gradevole nella beva, con discreti profumi e freschezza al palato.
Non aggiungo altre considerazione perchè ognuno sceglie il vino secondo i propri gusti e le proprie convinzioni.

Del Kukukaya (Passerina), nel ho già parlato qui e presto vi parlerò di “Invasione”, il figlio minore del Mammut, e della linea dei “numerati a mano”, vini che necessitano un approfondimento specifico per essere raccontati.

Perchè andare a Cascina del Colle?
Perchè la famiglia D’Onofrio si è sempre dimostrata gentile ed ospitale facendoti sentire a casa propria.
Su prenotazione è possibile degustare i vini con dei piatti preparati nelle cucine della cantina (su prenotazione o aderendo alle numerose iniziative che la cantina pubblicizza sui social)

Sito Cascina del Colle


mm
Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
mm

Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato