Nel forno d’Abruzzo nasce la Cantina Cataldi Madonna

Sabato 27 Aprile 2019, ore 9.00, parto per Ofena, destinazione Cantina Cataldi Madonna.
La strada che mi porterà alla cantina è la stessa che da Chieti porta prima a Castel del Monte e poi a Campo Imperatore, uno degli scenari più belli che l’Abruzzo può regalare a noi piccoli esseri umani.

Il viaggio è breve, 30 minuti circa, sufficienti a capire che la natura si sta risvegliando, gli alberi sono ricchi di fogliame, distese verdi di varie coltivazioni e il sole ad illuminare tutta questa meravigliosa esplosione di vita.

Si arriva all’ingresso della cantina, i filari ordinati fanno da guida alla piccola struttura con una scritta ben evidente “Tenuta Cataldi – Madonna”.
Fa caldo, ma c’è vento, se il sole si copre, fà freddo; giusto per capire dove ci si trova.
Entro nel punto vendita e mi accoglie la Sig.ra Maria, addetta al punto vendita,  che dopo le presentazioni di rito, inizia subito a snocciolare  tutte le informazioni della cantina: 40 ettari di terra a vigna dislocati intorno alla tenuta, ben visibile ad occhio nudo, ed altre vigne nelle vicinanze.
Interessante sapere che la famiglia ha origini baronali e che nella città di Ofena è presente una struttura in cui sono presenti le vecchie botti e i locali in cui gli antichi famigliari dell’attuale propietario, Luigi, facevano il vino.La zona viene chiamata Forno d’Abruzzo, perchè i picchi di temperatura estivi possono arrivare anche a 40° con forti escursioni termiche. Questo è dovuto all’orografia della zona che essendo collinare con esposizione a sud e con precipitazioni non particolarmente elevate, creano questo clima ideale per la vite, l’unico rischio reale sono le gelate primaverili non proprio rare in queste zone.
Complice il riscaldamento globale, gli inverni in queste zone sono meno rigidi e tendenzialmente sempre più idonee alla coltivazione dell’uva per il vino, grazie alle forti escursioni termiche e ai terreni calcareo argillosi, tutti i vini sono particolarmente freschi e con buona acidità, caratteristica da grande vino e sempre ben accolta nei rossi.

Due le linee di vini prodotti: una con i crù, Il Montepulciano “Tonì”, Pecorino “SuperGiulia”, il Cerasuolo “Piè delle Vigne” e il “Cataldino”.
Poi c’è una linea “base” con Il Montepulciano d’Abruzzo Malandrino, Pecorino “Giulia”, Cerasuolo d’Abruzzo e Trebbiano.
Nel chiacchierare ho avuto modo di assaggiare il Cerasuolo, di assoluta qualità, e il Cataldino.
Proprio il Cataldino è stato un vino che mi ha incuriosito, vinificato in bianco e poi a contatto delle fecce sottili, genera un vino ramato, buccia di cipolla, polimorfo. Ho preso una bottiglia per degustarlo con più calma nelle mura di casa.

Una breve visita che mi ha permesso di toccare con mano una realtà fatta di qualità, dedizione e attenzione alle tradizioni.
Un consiglio, se trovate il Piè delle Vigne Cerasuolo, acquistatelo.


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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato