Ma alla fine, perchè un vino viene scelto in base al prezzo?

Un calice di vino racchiude tutto quello che una persona vorrebbe dalla vita. Splendido, attraente, desiderato, amato. Un partner dalle mille domande, dai mille segreti e da un prezzo.
Il prezzo da pagare per questo amante, a volte è irraggiungibile e a volte a buon mercato.
A questo punto la logica sovrasta l’emozione e comincia con le connessioni che portano al grande quesito spesso irrisolto:
“Quale vino compro?”

La domanda seppur semplice ha una complessità incredibile. Dietro il prezzo di un vino ci sono i costi della vigna, della cantina, del personale, della “bottiglia”, del marketing e cosi via nella lista sconfinata dei costi di un’azienda agricola.
Mi metto Nei panni di mio padre, che vuole portare una bottiglia per la rimpatriata degli amici del dopo lavoro ferroviario, e si reca nel supermercato più fornito della zona.
Centinaia di vini, divisi per tipologia, regione, forse prezzo. Passano 10 minuti, 20 minuti, 30 minuti alla fine prendo questa bottiglia che costa 15€ (budget pensato), ha 14,5° gradi bello tosto per i miei amici che bevono forte.
La bottiglia scelta è un primitivo di Manduria, anno 2014, pressatura soffice delle uve, fermentazione in vasche di acciaio per la preservazione dei profumi, affinamento in barriques di primo passaggio per 20 mesi, poi un anno di affinamento in bottiglia.
Secondo voi è possibile leggere, se presenti, tutte le informazioni della produzione di ogni vino? Per me no.

Alla fine nel dubbio si sceglie con l’unica variabile che conoscono bene tutti, il prezzo.

Questa piccola storiella inventata – ma non troppo – razionalizza tutta l’industria vinicola azzerando completamente le diversità che il nostro paese ha la fortuna di avere.
Quando non si conosce, si generalizza.
Generalizzare significa ammazzare il territorio, le scelte agricole, la storia, il lavoro delle persone, il vino stesso.

Allora ben vengano le visite in cantina, le cene a tema o con il produttore o con Sommelier o con appassionati, chiamateli come volete, basta che divulghino la conoscenza.

Chiudo con la frase emblema di questa digressione.
“Ciao Luca, mi consigli tra i bag in box, quello migliore?”


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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato