Fiordaliso Roccafiore 2017. Semplicità ed eleganza

In termini quantitativi, l’Umbria è una regione non di primaria importanza nel panorama vitivinicolo italiano. Tuttavia, ci regala una biodiversità interessante, che varia sensibilmente a seconda delle zone di produzione. Il grechetto è il vitigno a bacca bianca più diffuso nella regione e, pur essendo famoso soprattutto per essere utilizzato negli uvaggi dell’Orvieto Classico, ci stiamo accorgendo che è probabilmente il clone presente nell’area di Todi che riesce a regalarci più emozioni, grazie a delle interpretazioni in purezza, o quasi, di tutto rispetto.

Una di queste è della Cantina Roccafiore, giovane ed amibiziosa realtà situata nelle splendide colline intorno a Todi, che pratica agricoltura biologica certificata e dedica molta attenzione alla qualità del frutto. A colpirci di questa cantina, oltre ad un interessante sangiovese di cui presto parleremo, è stato il Fiordaliso, bianco “base” composto all’85% da grechetto e al 15% da trebbiano spoletino.  La vendemmia è manuale e il processo di vinificazione è svolto con pressatura meccanica, decantazione naturale dei mosti e fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio. L’affinamento avviene in vasche di acciaio per sei mesi e ancora un mese in bottiglia.

Per quanto riguarda le note di degustazione, colpisce per la sua elegante semplicità: il naso è delicato, con fiori bianchi e frutta fragrante (mela su tutte). La freschezza è ottima, così come la sapidità. Il risultato è un vino dall’ottima beva, mai invadente, sicuramente ideale per le serate estive. Abbinato perfettamente con alcuni crostini di sarde.

Potete trovare questo vino su Tannico.


mm
Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.
mm

Stefano Console

Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.