Nel cuore delle colline teramane entriamo nella cantina Strappelli

La primavera, il sole e un panorama di vita che esce dal rigido inverno aspettando la calura estiva. Questo è stato il mio viaggio fino alla cantina Strappelli a Torano Nuovo in provincia di Teramo.
Guido, il titolare dell’azienda, al nostro arrivo non c’è, non ci siamo prenotati e non abbiamo dato orari di arrivo, ma non è un problema. Nell’attesa veniamo accolti dalla moglie che ci fà accomodare in cantina e ci invita ad assaggiare i vini nell’attesa dell’arrivo di Guido, anche per tutte le informazioni più “tecniche”. Dopo qualche minuto di attesa, assaggiamo il trebbiano e chiacchieramo con i dipendenti che si accingono a fare il trattamento di zolfo e rame contro la Peronospera una delle malattie più diffuse della vite. Perchè questa nota? Era sabato pomeriggio, ore 16 circa. Giusto per ricordare il lavoro che c’è dentro la bottiglia di vino che beviamo.
Il trebbiano, sfortunatamente è a temperatura cantina, ma, al di là della temperatura, il vino ha una bella sapidità e freschezza considerando le uve utilizzate.
Dopo qualche tagliere di salumi locali, pane e olio dell’azienda, si passa al Pecorino, igt “Colli Aprutini”. Il Pecorino riesce a rappresentare l’espressione del vitigno nel territorio. Ti aspetti profumi intensi ed una bella alcolicità, seguito da un sorso di carattere ma morbido e bel seguito da freschezza; qui ci sono e sono tutto quello che vuoi da un Pecorino.

Si passa al Cerasuolo d’Abruzzo DOC e successivamente al Cerasuolo d’Abruzzo DOC  Superiore “Colle Trà”. Qui abbiamo la massima espressione del Cerasuolo d’Abruzzo, colore ciliegia profondo, buon calore, freschezza e sapidità. I vini, tutti da fermentazione spontanea, non subiscono trattamenti di stabilizzazione e filtrazione.

Arrivano altri visitatori e Guido. Mentre gli altri ospiti recuperano la degustazione con i bianchi, ne approfitto per scambiare due chiacchiere con il titolare che è molto disponibile nell’illustrare la filosofia dell’azienda.
Dieci ettari di terra in cui vengono prodotte le uve, tutte di propietà, e i vini vengono vinificati con fermentazione spontanea e lieviti indigeni.
Lo scopo di chiunque faccia vino è quello di cercare di avere uve sane in vigna. Per arrivare a tale risultato ci si affida ai “trattamenti” della vite che nel caso della Cantina Strappelli avviene soltanto con rame e zolfo.
Guido ci ha spiegato che le uve migliori vengono applicate alle migliori linee e poi a scendere nelle varie produzioni minori. Nel caso in cui un anno le uve migliori non si adattano alla linea migliore, facciamo l’esempio del Celibe, queste vengono riversate nella linea qualitativa successiva. Non c’è la spasmodica ricerca dell’uscire sempre con i vini di punta, garantendo qualità elevate anche alle linee che qualcuno potrebbe considerare “inferiori”.

Se un anno le uve non sono perfette per produrre il Celibe da Montepulciano d’Abruzzo, queste uve finiscono nel “Colle Trà Montepulciano d’Abruzzo DOCG”. Il filo conduttore del discorso è sempre lo stesso, qualità, che ritrovo perfettamente nei vini.

Si passa ai rossi, prima la DOC del Montepulciano d’Abruzzo, poi la DOCG. Tutti i vini, sia rossi che bianchi sono in purezza e tutti i rossi fanno passaggio in legno.
Il passaggio in legno arrotonda il Montepulciano e aiuta ad evitare il ridotto in bottiglia.
Il “Colle Trà” Montepulciano DOCG è austero, corposo, morbido, dal tannino delicatamente rustico.
La zona delle “Colline Teramane”, non a caso DOCG, riesce a conferire al Montepulciano d’Abruzzo freschezza ed eleganza, caratteristiche che le altre zone della regione non si trovano con la stessa facilità.

Chiedo un assaggio del metodo classico, prodotto nel 2015 come prova, da sole uve di Montepulciano d’Abruzzo con la collaborazione di un enologo della Franciacorta. Un rosè dal colore ramato, con bolla fine e persistente. Uno spumante tutto pasto dal ricordo di Franciacorta, ma d’Abruzzo.

In finale di degustazione, prima di lasciare l’ospitatiltà della famiglia Strappelli, assaggio il Nubile, una vendemmia tardiva da uve Pecorino.
Un vino unico nel suo genere, leggero residuo zuccherino in bocca che bel si fà “sposare” con formaggi stagionati e brie. Profumi di frutta matura, fiori di campo, perfetto per terminare un pasto, dalla persistenza e corpo non indifferenti. Il Nubile, insieme al Celibe sono i vini che vengono prodotti sono in annate speciali.

Con la speranza di esservi riuscito a trasmettere il bel pomeriggio passato nella Cantina Strappelli ed avervi incuriosito al punto dI assaggiare alcuni dei vini prodotti da Guido, vi invito a  passare in cantina e vivere in prima persona i prodotti di questo stupendo territorio.


mm
Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
mm

Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato