Emozionarsi con un vino – Cannubi Barolo 1998 – Paolo Scavino

Per poter descrivere questo vino, ho deciso di scrivere qualcosa di leggermente diverso.
Oggi cercherò di raccontarvi anche la preparazione della carne e dell’abbinamento con il vino.

Con il matrimonio, mi sono state regalate due bottiglie, l’Amarone della Valpolicella Bertani e questo Barolo 1998 di Paolo Scavino. Non nego che poter assaggiare, degustare, studiare un vino con 20 anni di storia mi ha emozionato solo ad averlo ricevuto.

L’Azienda Paolo Scavino, a Castiglione Falletto in provincia di Cuneo, nasce nel 1921 con l’imbottigliamento del Barolo. L’ampia produzione di vini piemontesi, non ha scalfito l’importanza del Barolo nel mercato che vede nel vigneto “Fiasco” la massima espressione del cru Barolo Bric del Fiasc. Anche il vigneto “Cannubi” ha dimostrato di essere particolarmente vocato nella produzione di Barolo. Barolo prodotto, per chi non lo sapesse, da uve Nebbiolo.

Il vino è stato aperto alle ore 15 circa, con la rottura del tappo, ci può stare, fortunatamente sono riuscito a tirarlo ugualmente fuori senza troppi residui.

Mentre il vino “respirava”, mi sono dedicato alla cottura della carne.
Seguo da circa un anno, il gruppo BBQ4ALL su facebook e attualmente nella community.
Da Megastore ho acqusitato la carne, Denver Steak (di circa 4 etti) e Cowboy Steak (di circa 7 etti con osso). La carne, di alta qualità alla base, dopo circa 3 ore di “dry brining” (in frigorifero) è stato messo in forno per il “reverse searing“. Vi lascio il link agli articoli del sito per la disamina approfondita della tecnica.

Mentre la carne, al forno, raggiunge i fatidici 52° al cuore, assaggio il vino.

Nel bicchiere il vino è elegante, fine, brillante, di un rosso granato vivo con riflessi aranciati a contorno.
Al naso è un’esplosione di profumi, smalto, vernice, cacao, caffè, marasca, fiori appassiti, cuoio, frutta matura, poi torna il pepe, la rosa.
Questi alcuni dei profumi più intensi e riconoscibili. In bocca è fresco, sapido, delicatamente tannico e caldo, pazzesco pensare alla complessità di un vino prodotto 20 anni fà.
Un vino che ha saputo oltrepassare le incertezze del tempo ed oggi lo abbiamo trovato come un trentenne con i capelli bianchi e tante esperenze alle spalle. Semplicemente unico.
La carne arriva ai 53°, è ora di cena ed ho fame, prima faccio un piccolo aperitivo con formaggio di capra semistagionato il cui abbinamento risulta perfetto.

Si passa alla carne. Piastra in ghisa, 1 minuto abbondante per lato, qualche minuto di riposo e si mangia.


L’abbinamento non è perfetto, il vino con la carne favorisce la nota alcolica e il tannino morbido del vino fa a pugni con l’amarognolo della bruciatura superficiale (tecnicamente, reazione di Maillard). Capiamoci bene, l’abbinamento non è perfetto secondo il metodo Mercadini (quello adottato dall’AIS per intenderci), ma nel mio palato è tutto perfetto.

 

In conclusione, il Barolo “Cannubi” di Paolo Scavino è un vino che si contraddistingue per finezza ed eleganza con profumi che solo un grande vino può sviluppare.
Difficilmente potrò dimenticare le sensazioni che mi ha lasciato questo grande pezzo di storia.


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Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre.
Attualmente Avvinato
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Luca Zappacosta

Consulente informatico e da sempre fedele compagno di avventure insieme al mio amico Bacco. Calciofilo e fantacalcista da sempre. Attualmente Avvinato