Collio, Episodio 1: Ribolla Radikon 2008

Non capita spesso di aprire bottiglie che rappresentano, per molti versi, delle pietre miliari della viticoltura. E se hai la fortuna di recarti nel Collio goriziano, e più precisamente a Oslavia, è difficile non fare i conti con i vini di Radikon, Gravner e degli altri “eretici” di quel gruppo che negli anni 90 scosse il mondo del vino. Su di loro è stato detto e scritto molto, forse tutto. Da appassionato, approcciarsi a produttori che con le loro scelte hanno dimostrato di ricercare l’essenza del vino è fonte di crescita ed ispirazione.

Stanko Radikon ci ha lasciato da poco più di un anno ed ora la cantina è nelle mani giovani e già esperte del figlio Saša che, oltre a continuare sulla linea delle lunghe macerazioni, già da qualche anno ci delizia con dei vini dalle macerazioni più brevi. La cantina è situata ad Oslavia ed i terreni sono in parte in territorio sloveno. Queste sono le colline dove la ribolla si esprime al meglio e se ne capisce il motivo: il clima è ventilato, le escursioni termiche sono importanti, ma soprattutto il terreno, la ponka, una marna arenaria ricca di sali, è alla base della grandezza di questo terroir.

La ribolla Radikon è il frutto prima di tutto di un lavoro in vigna sapiente e di grande esperienza, che ha come obiettivo quello di permettere alla pianta di vivere in un ambiente sano e in equilibrio. Pochi grappoli per pianta vengono raccolti rigorosamente a mano e solo quando hanno raggiunto la maturazione. Le fermentazioni sono spontanee e la macerazione avviene in tini di rovere per 2/4 mesi. La maturazione di 4 anni si svolge in botti grandi da 25/35 hl, mentre l’affinamento in bottiglia dura 2 anni (Fonte: www.radikon.it). Ovviamente il procedimento non prevede chiarifiche né filtrazioni.

Il vino si presenta di un arancio vivo ed al naso è ampio, con un’esplosione di sentori: dall’albicocca matura al miele, dalle spezie alle mandorle, erbe aromatiche, tostatura. Il sorso è fresco, con un piacevole e delicato tannino ed una potente sapidità a ricordarci la straordinarietà dei terreni di Oslavia e dintorni. Un vino persistente in bocca ma mai invadente, di una profondità incredibile.

Non ci resta che brindare in sloveno, la lingua madre dei Radikon e di tanti artigiani del vino del Collio goriziano…  quindi: Živijo, salute!

 


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Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.
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Stefano Console

Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.