Degustazione Guida Vitae 2018. E i vincitori sono…

(PHOTO CREDIT: SONIA SANTAGOSTINO)

Sabato 21 ottobre si è svolta a Milano una degustazione in occasione della presentazione della Guida Vitae 2018 dell’Associazione Italiana Sommelier. A dire il vero il termine degustazione è quasi riduttivo dato che era presente il Gotha dei vini italiani, ossia tutte le bottiglie premiate con il massimo dei voti – le quattro viti – dai degustatori AIS. Con oltre 500 vini divisi per regione, è stato difficile fare una scelta perché ogni banco avrebbe meritato un approfondimento.

Ho deciso di iniziare con una batteria di bianchi della mia regione, l’Abruzzo. La selezione proposta è di un livello altissimo con le interpretazioni di Trebbiano di Valentini e Valle Reale e quelle di Pecorino di Emidio Pepe, Torre dei Beati e Feudo Antico. Vini che raccontano l’Abruzzo come pochi altri.

Nell’arco di cinque ore ho avuto modo di fare incursioni prolungate in Piemonte dove – e qui so di essere banale – sono rimasto colpito dal Gattinara di Travaglini e dal Barolo Tre Tine di Giuseppe RInaldi… che gran bere nonostante la giovane età di questi vini!

Della Toscana, oltre alla perfezione (forse troppa!) di un famoso produttore di Bolgheri, sono stato catturato da un paio di Chianti Classico: il primo è Il Margone 2013 del Molino di Grace, sangiovese in purezza con tipiche tracce ferrose al naso ed una beva che ben rappresenta la fama del terroir; il secondo è il Coltassala Riserva 2013 del Castello di Volpaia che, tra tutti i vini degustati, è tra quelli che più mi hanno colpito per l’equilibrio della beva.

TOP 5

Tra un Cirò e un Pigato e tra alcuni Aglianico del Vulture ed un sestetto di Verdicchio, che si conferma tra i miei bianchi preferiti, veniamo alla top 5 del mio personale percorso de gustativo. Una lotta serrata tra Pantelleria e Collio, in una sorta di abbraccio che unisce la grandiosità del patrimonio vitivinicolo italiano.

Cominciando dal Collio, mancano quasi le parole per descrivere tre macerati fenomenali: a farla da padrone è Joško Gravner con la sua Ribolla Gialla 2009 ed il Rosso Breg 2005, quest’ultimo da uve Pignolo in purezza. Ad accompagnare Gravner c’è il Nekaj 2013 di Damijan Podversic, 100% friulano. Un trio emozionante, dei vini senza tempo e di una profondità disarmante.

Dulcis in fundo si dice, e passito sia! Qui non c’è niente da fare se Pantelleria mette in campo il Ben Ryé di Donnafugata e il Bukkuram di Marco De Bartoli. La complessità, l’equilibrio e la piacevolezza di questi due vini è difficile trovarla in altri appartenenti alla stessa tipologia.

In conclusione, c’è solo da complimentarsi con l’AIS per l’organizzazione di un evento di grande qualità e ringraziare i sommelier al servizio per la professionalità e la pazienza dimostrate!

 


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Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.
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Stefano Console

Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.