Nel cuore della Loira. Demi-sec Clos du Bourg 2015, Domaine Huet.

È una circostanza più o meno fortuita quella che mi ha portato a transitare nella Valle della Loira a fine agosto. Il tempo a disposizione mi permetteva di scegliere una sola cantina per una degustazione e decido di dare la priorità al vitigno principe della Loira, lo chenin blanc. I produttori contattati mi mettono subito di fronte ad un’ecatombe. Nel 2015 e nel 2016 non si è praticamente vendemmiato a causa di gelate tardive. Tra i 5 contattati, tutti biodinamici (siamo nella culla della biodinamica applicata alla vite), l’unico che è stato relativamente risparmiato dal gelo è il blasonato Domaine Huet, situato a Vouvray, magnifico borgo dove la viticoltura è praticata dal IV° sec. d.C.

Il Domaine Huet, interamente vocato alla produzione di chenin, custodisce al suo interno tre piccole cru che, grazie alla diversa composizione dei terreni (calcareo, argilloso e siliceo), danno vini profondamente diversi tra loro. Le tipologie prodotte (e degustate) sono quattro: pétillant, sec, demi-sec e moelleux (dolce).

Dopo una chiacchierata introduttiva sul clima ed i suoi cambiamenti, mi vengono mostrate delle grotte di tufo dove vengono affinati per tre anni i vini pétillant. L’ambiente fornisce temperatura ed umidità costanti ed è l’ideale per “elevare” i vini, come direbbero i francesi.

Si passa dunque alla degustazione di nove vini. Un pétillant, un sec, tre demi-sec e quattro moelleux, di cui un 2005 botritizzato. Premesso che tutte le tipologie mi hanno colpito per equilibrio ed eleganza, la mia attenzione si è diretta principalmente verso il demi-sec (2015), trattandosi di un vino assolutamente tipico di Vouvray. All’olfatto si presenta immediatamente complesso, con un ventaglio di profumi che si rincorrono a mano a mano che il vino si apre. Da un’apertura agrumata, si passa ad una pesca gialla, per poi arrivare a porcini e leggere note di tartufo. La mineralità è sempre presente in sottofondo, con discrezione. In bocca il sorso è estremamente equilibrato. La dolcezza (siamo sui 20g/l) si bilancia perfettamente con una freschezza che invoglia alla bevuta. Siamo di fronte ad un gran bel vino. Bevuto troppo giovane sicuramente, visto il potenziale evolutivo straordinario degli chenin. Ma prometto che tornerò sull’argomento tra qualche anno. Nel frattempo, bisogna riconoscerlo, Viva la Loira!

 

I vini del Domaine Huet sono venduti online da Tannico.


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Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.
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Stefano Console

Italiano all'estero ritrapiantato in Italia. Mentalità nordica, pancia partenopea, cuore abruzzese. Sommelier ed enoappassionato con una predilezione leggera per i bianchi e pressoché totale per i produttori che rispettano e custodiscono il territorio.